Rilassati… non sei tu che comandi!

“Rilassati… non sei tu che comandi!” – La neuroscienza del libero arbitrio.

Diversi studi di neurologia, ormai, ci confermano che, mentre la mente cosciente è in grado di processare 40 pezzi di informazione al secondo, quello che definiamo inconscio può processarne da 1 a svariati milioni al secondo.

Se prendiamo per buone le conclusioni del Dott. Bruce Lipton nel suo libro “The Biology of Belief”, il nostro inconscio processa almeno 20.000.000 di bit al secondo e, quindi, circa 500.000 volte più informazione rispetto alla nostra mente cosciente.

Immagina di stare guardando un film e, tutto ciò di cui sei cosciente, è quel film… ma, contemporaneamente, ci sono altri 500.000 film che vengono proiettati dentro di te, tutti nello stesso momento.

Uno studio ancora più sbalorditivo è quello che è stato pubblicato nel 2008 sulla rivista Nature Neuroscience (fonte). In questo caso, monitorando diverse variabili dell’attività cerebrale, gli scienziati riuscivano a predire in anticipo quale tra due pulsanti avrebbe premuto una persona… non qualche millisecondo prima, ma ben 7 secondi prima che la persona fosse cosciente di avere fatto una scelta.

Ci sono diversi studi che sono stati effettuati in quella che viene ormai definita la “Neuroscienza del libero arbitrio”; su Wikipedia troverai una buona panoramica (articolo in inglese).

Chi è che sta scegliendo?

Ma se ogni tua decisione potesse essere predetta almeno 7 secondi prima che tu sia cosciente di averla espressa… allora chi è che sta scegliendo?

Sarebbe evidente che la parte di te che pensa di esprimere la decisione è, in realtà, solo quella parte che diventa cosciente di… averla già espressa, che si rende conto di un processo che è già avvenuto e lo agisce, nel caso dell’esperimento, premendo effettivamente il pulsante.

Questo ci aiuta a capire che ciò che di solito chiamiamo “me”, la persona con cui normalmente ci identifichiamo, è probabilmente solo un ricevitore passivo di impulsi che provengono da un IO più grande, del quale, il più delle volte, non siamo coscienti.

Che dire allora di tutte quelle scelte che effettuiamo per auto-sabotarci e che ci arrecano più danni che benefici?

Verosimilmente, un IO grande dovrebbe compiere decisioni più efficaci poiché processa almeno 500.000 volte più informazione rispetto al nostro piccolo me.

Un modo semplice per capire perché si fanno scelte “sbagliate” è immaginare di essere un microchip.

L’informazione arriva dal nostro IO più grande, in un flusso continuo. Ma la capacità del nostro chip di processarla è limitata, quindi questo flusso rallenta… altrimenti il nostro sistema andrebbe in tilt.

Un chip è fatto di materia metallica, questa materia trasporta elettricità… e più sarà in grado di condurre bene l’elettricità, più informazione potrà passare con essa. Allo stesso tempo tutti i materiali hanno un limite di conducibilità. Oltre quel limite il materiale si scalda fino a fondersi, poiché la resistenza offerta dal materiale al flusso elettrico crea attrito tra le particelle di energia.

Diversamente, un superconduttore è un materiale in grado di offrire una resistenza moto bassa e, quindi, di reggere e trasportare una quantità di informazione molto maggiore. In termini psicologici, potremmo dire che quando viviamo uno stato di estasi mistica, o più semplicemente di grande ispirazione, stiamo operando di più come un superconduttore.

In quello stato, le scelte che compiamo sono di solito allineate al nostro benessere e anche al benessere di chi ci sta intorno… è un meccanismo di armonizzazione naturale, esattamente come l’equilibrio dinamico di un ecosistema in natura.

Se lasciamo fare alla natura, l’equilibrio migliore per tutti viene sempre mantenuto. Ma quando non conduciamo sufficientemente bene questo flusso di informazione, ecco che possiamo percepire la resistenza in termini di confusione, dubbio, malessere… e ci sentiamo persi.

Non hai nessun controllo… rilassati!

Personalmente, trovo molto rilassante l’idea che non è mai la nostra parte cosciente a decidere. Noi siamo solo ricevitori e agenti di un impulso, che viene, sempre, da una parte di noi, milioni di volte più grande di quanto possiamo percepire.

Finalmente possiamo smettere di giudicarci, perché pensiamo di non essere abbastanza, o di sentirci in colpa perché abbiamo fatto scelte sbagliate. La nostra vita è completamente fuori dal nostro controllo cosciente, tanto vale rilassarsi e fidarci che il nostro grande IO faccia per noi le scelte adeguate. Che altre opzioni abbiamo d’altronde?

Ogni volta che tentiamo di controllare razionalmente gli impulsi del grande IO… di rado questo ci dona più felicità, molto più spesso ci attrae in un cammino contorto e che ci calza come una scarpa molto stretta.

Quando mi sento un po’ in conflitto con me stesso, ripenso a questo fatto che in fondo “tutto accade automaticamente”, che non ho alcuna possibilità di controllo cosciente e mi rendo sempre di più conto che la fiducia è l’unica opzione a disposizione.

Chi sono gli uomini e le donne più di successo nella nostra società? Coloro che hanno fiducia. Non sono necessariamente tutti milionari, o imprenditori di successo. Alcuni sono persone semplici che nessuno conosce, ma hanno fiducia e per questo sono felici.

Sono dei superconduttori di informazione.

Ho voluto sottolineare che non sono tutte persone ricche e famose, perché la nostra società ha un concetto di successo, a mio parere, molto limitato, mentre successo, per me, equivale semplicemente al grado di felicità che hai raggiunto nella tua vita.

E anche per richiamare il fatto che possiamo benissimo avere successo negli affari essendo un controllore ossessivo, ovvero offrendo grande resistenza al nostro flusso di informazione; basterà che abbiamo abbastanza volontà da sopportare quella resistenza. Avremo, magari, quello che la società ancora definisce successo, ma non saremo veramente, intimamente felici.

Superconduttori attivi e ricettivi.

Le persone anonime, ma anche felici, sono di solito quelle che non offrono resistenza, ma che vivono la propria passione con grande calma. Sono più femminili, ricettivi e accoglienti e, spesso, svolgono un ruolo fondamentale per sostenere coloro che svolgeranno più il ruolo di leader o ispiratori attivi.

Anche i leader offrono poca resistenza all’informazione dell’IO grande, ma vivono la loro passione con molto fuoco. Sono dei seminatori instancabili e, per forza di cose, lasciano un segno nel mondo, poiché il loro lato attivo li spinge naturalmente a tracciare dei cammini.

Queste due forze, attiva e ricettiva, si completano perfettamente e lo si vede benissimo nella società, dove un grande leader funziona meglio se ha accanto qualcuno di profondamente ricettivo e accogliente, qualcuno che può consigliarlo e sostenerlo da uno stato di calma.

Il lato attivo e il lato ricettivo si comportano diversamente anche in negativo.

Quando la persona attiva offre resistenza, sperimenta soprattutto rabbia e reazioni dinamiche; quando la persona ricettiva offre resistenza, sperimenta di più depressione e reazioni statiche. Queste, ovviamente, sono solo generalizzazioni, ma ci aiutano a capire che il flusso di elettricità, l’informazione, la resistenza, sono tutti concetti molto semplici, che ci offrono una comprensione logica e chiara del perché siamo felici o infelici.

La “resistenza” è un fenomeno semplice.

Quando pensiamo alla famosa “resistenza”, abbiamo quasi sempre una reazione negativa, inutile negarlo, ma è soprattutto perché, invece di percepirla solo come un fenomeno fisico, dato dalla materia di cui siamo fatti in quel momento (potremmo dire il nostro stato psico-fisico) e dal flusso di informazione che la attraversa, la soffochiamo con mille nozioni, memorie e ragionamenti assai contorti, nel disperato tentativo di capire con la mente cosa abbiamo fatto di male e perché mai non siamo felici.

La prossima volta che ti senti infelice, prova semplicemente a osservare che in quel momento il tuo chip sta offrendo resistenza all’informazione e, così facendo, la sta rallentando e trasmettendo in modo distorto. E’ proprio così semplice: accade in tutti i sistemi che conosciamo.

Sii consapevole che in questa condizione di resistenza è perfettamente inutile cercare di aggiustare qualsiasi cosa, perché questo creerà solo maggiore resistenza. L’unica vera opzione è avvicinarsi di più allo stato di superconduttore, rilassandosi e avendo fiducia nel grande IO dal quale proviene l’informazione.

E non c’è neanche più di tanto da capire, in fondo. Sì, è vero, puoi certamente esplorare le tue convinzioni limitanti, le tue paure in quel momento ed è un processo che può essere anche molto fertile da attraversare; ma se c’è veramente molta confusione, talvolta, è più semplice stimolare un po’ i muscoli della fiducia e lasciare che le cose si sciolgano, senza metterci troppo le mani.

Seguire il sentiero del sollievo.

L’unica domanda che dovresti porti è: “cosa mi da più sollievo in questo momento di resistenza ?”  Magari vorrai meditare o vivere un’esperienza catartica esplorando le tue paure, magari vorrai farti un bagno alle terme. Qualunque cosa tu scelga, la sensazione di sollievo è quella che generalmente ti permette di diventare un superconduttore.

Naturalmente, anche questo ha il suo lato oscuro. Perché, se cerchi sollievo ad esempio in una sostanza che cambia la chimica del tuo corpo, quando quell’effetto svanirà potresti ritrovarti immerso nella stessa resistenza, esattamente dove l’avevi lasciata.

L’uso di sostanze psicotrope (come la psilocibina dei funghi, l’acido lisergico, l’mdma, l’ayahuasca o anche tranquillanti come la ketamina) è sicuramente efficace per aiutare le persone a rilasciare la resistenza, ma è necessario usarle nel corso di un processo dove la persona vive consapevolmente i vari passi e può imparare a riprodurli, anche quando non ha la sostanza a disposizione.

In mancanza di una struttura e di un terapeuta che possano guidarci all’uso di una certa sostanza, la meditazione resta, a mio parere, uno degli strumenti più efficaci in assoluto per trasformarsi in superconduttori e, con meditazione, intendo qui tantissime cose: in effetti qualsiasi esperienza che possa portarci a staccare la mente e connetterci con l’IO grande in modo più diretto.

Ipnosi, respirazione, psico-teatro, yoga… tutto va bene, purché ci renda più conduttivi e meno resistenti.

Seguire il sentiero del sollievo dunque, ma con consapevolezza; essendo coscienti che provare sollievo non significa quasi mai anestetizzarsi, ma, piuttosto, assumere una prospettiva diversa e più armonica, mentre osserviamo la situazione che produce in noi sofferenza.

Un esempio banale è quello dell’emicrania, di cui tante persone soffrono anche per la forte divisione tra cervello emozionale e cervello razionale che ancora sperimentiamo.

Non c’è niente di male a prendere un analgesico per dare sollievo a quel sintomo, ma ciò che fa la differenza è l’atteggiamento con cui lo facciamo. Se lo facciamo solo per tamponare il dolore e continuare ad affaccendarci esattamente come prima, non stiamo onorando il sintomo e siamo in effetti meno conduttivi. Se invece ci concediamo l’analgesico, ma anche il tempo di comunicare con quel dolore, il tempo di gustarci il suo dissolversi e onoriamo il processo che stiamo vivendo, ecco che, automaticamente, ci avviciniamo di più allo stato di superconduttore.

Niccolò Angeli

Fonte: https://accademiainfinita.it/blog/12-coscienza/955-rilassati-non-sei-tu-che-comandi-la-neuroscienza-del-libero-arbitrio

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